Immagine di repertorio.
Nel vero senso della parola..
(ANSA) - TRIESTE, 2 SET - Tre professionisti friulani sono indagati dalla Procura di Trieste per l’ipotesi di reato di favoreggiamento della prostituzione. Avrebbero favorito incontri di un esponente nazionale di Forza Italia con alcune prostitute. Le persone indagate sono l’imprenditore Riccardo Di Tommaso, l’avvocato Massiliano Basevi e l’albergatore Franco Marini e gli episodi sono avvenuti a Udine tra novembre 2007 e marzo 2008. Nessuna indiscrezione sul politico che non risulta indagato.
Mentre Repubblica scrive:
UDINE - Prima la convention di Forza Italia, poi la cena, poi un piccante dopo-cena: per un esponente nazionale del partito, garantita la compagnia di prostitute nella camera dell’hotel. Italiane, brasiliane, dell’Est, anche tre in una notte. Per questo, tre noti professionisti udinesi sono finiti sotto inchiesta indagati per l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione. L’indagine è scattata in seguito a un’intercettazione telefonica alla quale sono seguiti gli accertamenti da parte del sostituto procuratore di Trieste Raffaele Tito. Sono stati così indagati l’imprenditore Riccardo Di Tommaso, proprietario del Bernardi Group con punti vendita d’abbigliamento anche all’estero, uno dei suoi consulenti legali, l’avvocato Massimiliano Basevi, e l’albergatore Franco Marini, titolare dell’hotel Là di Moret, quattro stelle alla periferia nord di Udine. Hanno già chiesto di patteggiare la pena dopo essere stati interrogati e avendo quindi fornito la loro versione dei fatti. È bufera, a Udine, sui vertici regionali del partito di Silvio Berlusconi. Ma nessuno commenta, perlomeno ad alta voce, nessuno interviene se non per ribadire la linea ufficiale: si tratta di fatti privati, nulla che riguardi la politica, né tantomeno il partito.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’imprenditore Di Tommaso finanziava le prostitute, l’avvocato Basevi le procurava anticipandone il pagamento, anche su siti Internet, l’albergatore consentiva che gli incontri avvenissero nel suo locale. Si contestano almeno cinque notti calde nel periodo compreso fra il novembre 2007 e la fine di marzo di quest’anno, in piena campagna elettorale. Nell’immediatezza dell’election day che ha visto gli elettori di Udine andare alle urne per eleggere il sindaco, il presidente della Provincia, il Governatore della Regione e, come tutti gli italiani, premier e Parlamento.
L’inchiesta - che quindi vede il politico nazionale come soggetto favorito, ma non indagato - ha raccolto elementi attraverso pedinamenti, con gli interrogatori delle prostitute e anche d’un importante politico regionale di Forza Italia. Anche dai successivi interrogatori degli indagati è emerso un quadro strettamente legato alle scelte personali del politico nazionale. Il sospetto che un imprenditore finanziasse la politica evidentemente in cambio di favori non ha trovato riscontri. Del resto lo stesso Di Tommaso è uscito senza macchia da un’altra inchiesta udinese che ha ipotizzato la corruzione per le autorizzazioni edilizie sui centri commerciali.
Ci vediamo al prossimo family day.





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